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Zion National Park - The Subway Top Down


Sabato 10 Agosto



La notte è stata un po’ movimentata a causa di forti raffiche di vento che non mi hanno fatto  dormire tranquillamente, ma poco importa l’adrenalina è alta perché oggi  sarà una grande giornata, finalmente è arrivato il momento di The Subway from the top, ovvero la versione tecnica dell’hike di circa 11 miglia che prevede un po’ di discese con la corda e diversi passaggi nell’acqua alta e soprattutto fredda per arrivare alla metropolitana e continuare fino al parcheggio del Left Fork.
L’incontro è alle 7:00 davanti all'ufficio dello Zion Adventures, visto che avrò bisogno di un passaggio fino al parcheggio del Wildcat, essendo il trail un one way.
Arrivo puntuale, l’autista carica altri turisti per un altro trail e si parte. Lo seguo fino al parcheggio del Left Fork dove lascio la macchina, prendo il bagaglio, salgo con il ragazzo e percorriamo le altre miglia in uno splendido scenario di rocce rosse e meravigliosi panorami che solo lo Utah può regalare. Arriviamo al trailhead del Wildcat, l’autista mi augura  buon viaggio e la raccomandazione di fare attenzione visto che sono solo.
Nel parcheggio c’è una macchina, quindi c’è qualche possibilità che qualcuno faccia lo stesso trail, anche se da questo punto ne partono diversi.
Accendo il gps ed inizio il trail, il sole è ancora basso e c’è qualche nuvola, ma anche l’autista dello Zion Adventures mi aveva rassicurato del bel tempo in tutta la giornata e quindi posso camminare tranquillo con un’ottima temperatura mattutina.
Il trail inizia in un sentiero più o meno sabbioso ed è ben segnalato in questo punto, dopo circa 1 miglio raggiungo la congiunzione con il Wildcat trail e proseguo per la mia direzione: Subway.
Da qui si comincia a camminare sulla roccia e indentificare il percorso giusto comincia a essere un po’ difficoltoso, ma con l’aiuto del gps proseguo spedito, a volte anche aiutato da alcuni cairns lungo il percorso.

Si rientra in mezzo alla vegetazione e grazie anche alla sabbia lungo il percorso, tramite le orme delle scarpe, si riesce bene a seguire il percorso; dopo poco si ritorna a camminare sulla roccia.
Qui i panorami sono davvero indescrivibili, collinette di rocce rosse modellate dal vento e tutte a forma di varie onde, un po’ come la zona di Coyote Buttes.
Arrivo al fondo del canyon e in lontananza sento delle voci di persone, ma non riesco a vederle bene, almeno so che qualcuno c’è; il problema sarà se riuscirò a raggiungerle.
Forse proprio per la fretta, proseguo dentro ad un piccolo passaggio ingannato dalle orme di scarpa e arrivo in un punto che non mi sembra corretto, vedo il gancio per la corda, ma la discesa mi sembra troppo profonda per quello che avevo letto in rete, per di più anche il gps mi segnala che sono fuori rotta.
Decido quindi di tornare indietro per controllare, infatti appena uscito da quel passaggio stretto vedo un cairns sulla sinistra che non avevo notato e proseguo.
Qui subito si incontra una ripida discesa e dagli appunti mi rendo conto di essere sulla strada giusta, scendo e durante il percorso intravedo delle persone davanti a me che, sicuramente, erano quelle di cui sentivo le voci prima.
Dopo averle raggiunte facciamo conoscenza, sono una coppia marito e moglie con due ragazze ed un ragazzo di Las Vegas.
Decido quindi di unirmi a loro e, dopo aver passato la prima pozza d’acqua non molto alta, si raggiunge la prima discesa.
Prepariamo l’attrezzatura ed i ragazzi mandano me (l’italian boy) per primo, così piazzo la corda, mi lego all’imbragatura e scendo. La discesa è molto semplice, circa una decina di metri e sotto c’è poca acqua anche evitabile.
Continuiamo nel percorso, ormai sappiamo che tra poco dovremmo immergerci diverse volte e la temperatura dell’acqua non sarà certo confortevole. Dopo poco infatti ecco la prima pozza, l’acqua arriva al bacino, ma è veramente gelata, per di più in questa sezione il sole poche volte ci raggiunge quindi cominciamo a sentire un po’ freddo.
La prossima è una pozza più grande e lunga, ci sono diversi tranci di alberi e l’acqua è torbida e non si vede la profondità, ci immergiamo e stavolta l’acqua arriva quasi sotto al collo e non è proprio una bella sensazione anzi, però il percorso è bello e divertente e questo ci da la forza di continuare.
Si arriva in un’altra piscina, dove stavolta ci tocca nuotare per alcuni metri, circa una decina prima di toccare con i piedi, al fondo c’è anche un piccolo arco nascosto sott’acqua dove qualcuno si diverte a passare sotto, ma noi ,data la temperatura, lasciamo perdere, sentiamo sempre più freddo ma l’abbigliamento tecnico asciuga abbastanza in fretta e almeno questo ci aiuta un po’.
Arriviamo quindi ad un narrow stretto dove vediamo incastrata la famosa Bowling ball
, ci caliamo e qui ci tocca di nuovo nuotare, ma arrivati alla palla da bowling notiamo che il passaggio è quasi ostruito da un tronco che si è incastrato.
Facciamo un altro sforzo e ci immergiamo totalmente per passare l’ostacolo, stavolta è stato davvero faticoso per l’acqua fredda e quindi, visto che è uscito un po’ di sole, ne approfittiamo per asciugarci e mangiare qualcosa.
Avevo messo il mangiare e i documenti nella dry bag ed in effetti anche dopo le ultime immersioni nulla si è bagnato.
Dopo la pausa riprendiamo il percorso ed arriviamo al passaggio della Keyhole Fall
nella sezione narrows, una piccola cascata incastrata tra le rocce. Anche qui cerchiamo il gancio e ci caliamo, l’acqua è sempre fredda ma ormai sembriamo esserci abituati,
proseguiamo in questo narrows molto bello e stretto dove corre l’acqua e finalmente girato l’angolo arriviamo al vero e proprio Subway, uno stretto passaggio dove si incontra il famoso Log, un tronco d’albero incastrato nella roccia. E’ una bella soddisfazione, avevo visto tante foto ma essere li è veramente indescrivibile.
Incontriamo una piccola cascata e stiamo sulla destra per oltrepassarla, ormai sappiamo di essere vicini alla fine, dopo circa 30 metri ecco l’ostacolo finale, il canyon vira a sinistra e poi a destra e da qui si può vedere l’altra sezione della metropolitana, quella vista nel 2011.
Anche qui posizioniamo le corde e ci caliamo, scendiamo in un piccolo passaggio dove sulla destra si trova la cascata evitata in precedenza.
Ci rimangono le due piscine da attraversare a nuoto ma ormai, anche se l’acqua è gelata, ci siamo fatti la pelle e le passiamo senza problemi.
Solite foto di rito alla metropolitana che ha sempre il suo fascino, anche se come colori l’avevo trovata più viva nel 2011, ma penso sia colpa degli ultimi temporali che hanno portato un po’ di sabbia.
In pratica il trail è finito, saluto i compagni d’avventura, davvero molto simpatici e li ringrazio della compagnia e per aver condiviso le nostre corde un po’ a testa.
Mi avvio per il ritorno, sul percorso che avevo fatto nel 2011 e in due orette sono al parcheggio del Left Fork per riprendere la macchina lasciata lì al mattino.
Passo dal visitor center per il ritiro del permesso dei narrows e vado al campeggio dove mi preparo lo zaino e ceno con qualche zuppa scaldata e qualche birra.
Vado a dormire stanco ma soddisfatto della giornata, davvero una delle avventure più belle di questi viaggi in USA e lo Zion rimane sempre il top come parco nazionale, nessuno può competere.


Ringrazio il mio amico Filippo di Caramagna per avermi insegnato le nozioni per la discesa in corda doppia e ringrazio anche il negozio Giuggia Sport di Savigliano dove ho acquistato tutta l’attrezzatura.


Mg. parziali: 46,2 Mg. totali: 233.1


Wachman Campground

Zion N.P.
Voto:7/10


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