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Watson Lake-Las Vegas


Domenica 19 Agosto




Sveglia verso le 7/7.30 nel nostro sperduto motel per dirigerci verso Watson Lake dato che a causa del temporale del giorno precedente non siamo riusciti a vederlo.
Ci rendiamo conto che il nostro motel non è poi così sperduto: ci sono un piccolo aeroporto ed un campo da golf proprio nelle vicinanze. Arriviamo in breve tempo al Watson Lake, paghiamo per il parcheggio ad una cassa automatica (2 USD) e ci dirigiamo verso l’overlook ed il trail. Purtroppo abbiamo la luce frontale, quindi non è il massimo per fare le foto migliori ma dopo tutto non abbiamo altra scelta. Facciamo qualche breve trail e giriamo un po’ lungo la sponda di questo bel lago circondato da rocce arrotondate. Sostiamo  una mezz’ora, facciamo foto, chiacchieriamo con una signora intenta a far giocare il suo terranova lanciandogli un bastone nel lago e ripartiamo. Anche oggi abbiamo miglia da percorrere. Ci fermiamo dopo un po’ per prendere qualcosa per una colazione da consumare in macchina e ci dirigiamo verso la Route 66.
Arriviamo a Seligman, ci mescoliamo ai tanti turisti e facciamo le solite foto di rito. Essendoci già passati entrambi, cerchiamo qualcosa di diverso. Entriamo dal famoso barbiere e per un colpo di fortuna lo troviamo poco prima che vada a casa. Chiacchiera con noi un po’ in inglese e un po’ in spagnolo, si presta volentieri per un paio di foto, ci racconta qualche aneddoto, ci invita a firmare il 54° guest book dal 1998 e cordialmente ci saluta. Noi ci aggiriamo ancora un po’ prima di ripartire.
Ci accorgiamo di essere quasi empty con il carburante e ci fermiamo nel primo benzinaio che miracolosamente troviamo. Breve sosta e ripartiamo direzione Oatman.
Arriviamo a Kingman, prendiamo la strada e andiamo verso questa città fantasma.
La deviazione ci porta via un po’ di tempo ma l’abbiamo sapientemente programmata. La strada non è proprio scorrevole ma alla fine arriviamo in questa città pseudo far west con muli che camminano liberi per la strada e orde di turisti. Ecco, senza questi ultimi forse sarebbe anche carino come luogo ma onestamente ci sembra tanto trappola per turisti.

Non abbiamo tempo da perdere e ci rimettiamo in marcia per la Hoover Dam.
Costeggiamo il confine con la California e ad un certo punto ci troviamo in un paese che data la vicinanza con i tre stati è stato chiamato Cal-Nev-Ari. Dopo non molto arriviamo alla Hoover Dam, paghiamo ben 7 dollari per parcheggiare e iniziamo a camminare sulla diga e a fare qualche foto. Purtroppo oggi non ci sono tour guidati e vediamo che anche per entrare al visitor center bisogna pagare; decidiamo che abbiamo visto abbastanza e ci dirigiamo verso Las Vegas.
Dopo non molto, arrivati sulla cima di una montagna, ci appare la vista in lontananza della famosa Strip e iniziamo a riconoscere alcuni tra i più famosi hotel. Ci vuole ancora un attimo per arrivare ma alle 17.00 ci siamo. Welcome to Fab Las Vegas. Ci fermiamo per una veloce sosta di un’oretta così da iniziare a fare un po’ di shopping all’outlet South. Alle 18.30 però dobbiamo rilasciare la macchina e alle 18.15 infatti siamo al punto di rilascio Alamo. Svuotiamo tutto, controlliamo di non aver lasciato nulla e salutiamo Bianca (che tanto bianco ormai non era più). Prendiamo un taxi che  ci porta al Flamingo, al check in non c’è nessuno e in un attimo ci vengono date le chiavi della stanza 15072. Saliamo e restiamo delusi. Ottima posizione proprio fronte Strip, peccato che a causa di una serigrafia di uno spettacolo in atto nell’hotel sarebbe impossibile fare fotografie. Ci mettiamo a pensare al da farsi e decidiamo di scendere e tentare il cambiamento. Andiamo da un altro operatore al quale spieghiamo che la camera non era quella richiesta e senza battere ciglio ci dà un’altra camera, la 25042, che è praticamente in una posizione ottimale e leggermente più grande. Soddisfatti, ci docciamo e via veloci verso la Fremont Street.
Prendiamo la monorotaia fino al Sahara e da lì un bus che piuttosto rapidamente ci porta proprio a destinazione. La Fremont ci piace tantissimo. Luci scintillanti, sbalorditivi effetti sonori e visivi e folle di persone è quello che si trova in questa porzione di Las Vegas che con il suo sapore vintage e gli incredibili spettacoli high-tech fa concorrenza alla più nota Strip.
La parte più evidente e più grande della Fremont Street Experience è lo spettacolo di luci della Viva Vision. La calotta di luci si trova a 90 metri dal suolo e ha un'estensione pari a cinque campi di calcio. Con oltre 12 milioni di moduli LED e 555.000 watt impianto audio, lo spettacolo di luci attrae turisti e abitanti del posto.
Lo spettacolo ha debuttato nel 1995. Quasi un decennio più tardi, sono stati investiti 17 milioni dollari per gli aggiornamenti. Oggi, offre una risoluzione di 10 volte migliore, con immagini ancora più nitide. Inoltre, è possibile anche visualizzare 16,7 milioni di combinazioni di colori. Si tratta del  più grande schermo del mondo. E i tecnici hanno solo 3 minuti di tempo per poter caricare il video da mandare in onda.
La cupola illuminata e la musica ci incantano tantissimo, cerchiamo un locale per una cena e una birra veloci e ci mettiamo in coda per il Fligthnez (20 USD pp).
Proprio al di sotto della calotta del  Viva Vision infatti si estende un emozionante ma rilassante percorso sospeso da effettuarsi con una carrucola: il Flightlinez che, con le sue 4 linee, raggiunge una velocità di ca 30 miglia all'ora., a 800 piedi (244 metri) di lunghezza. Non c’è tantissima gente ma ci mettiamo comunque una buona mezz’ora prima di fare la registrazione e altri 45 minuti una volta in coda sul tetto per fare il lancio.
Dura poco, non è velocissimo ma è super divertente. Da provare insomma per avere un punto di vista diverso.
Facciamo ancora un giro, qualche foto di rito con personaggi particolari, ci fermiamo per assistere a un certo, beviamo un paio di cocktail e  riprendiamo il bus per lo Stratosphere dove vogliamo fare il Big Shot, un’attrazione che prevede il lancio verticale con una navicella sulla somma dell’antenna della torre.
Arriviamo alle casse e ci dicono che a causa dei fulmini l’esterno della torre e le attrazioni sono chiuse. Che sfortuna !
Un  po’ tristi, riprendiamo il bus per la Strip, scendiamo all’Excalibur e decidiamo di andare al NY NY al Coyote Ugly. Entriamo, consumiamo, facciamo un po’ festa con altri clienti e dopo un po’ andiamo a berci una birra (la più cara della storia) in un pub irlandese.
Usciamo di nuovo sulla Strip, arriviamo al Miracle Mile del PH e ci fermiamo a mangiare un burrito e un margarita. E’ un’ora imprecisata dopo la mezzanotte e abbiamo un po’ fame. La Vale non finisce tutto il pasto e in quel momento si avvicina un Homeless  che chiede se può avere del cibo. Gli diciamo che se vuole c’è questo e lui senza farselo dire due volte lo prende. Diciamo che lo spettacolo non è dei migliori per cui ci alziamo e andiamo via. Entriamo al Cosmopolitan dove giocando alle slot vinciamo ben 0,20 USD a testa, la Vale fa una foto con una scarpa gigante nell’atrio e dopo altro tempo imprecisato usciamo e troviamo il nostro amico homeless dormiente sul marciapiede con un topolino che gli passeggia tra le mani. Ci fermiamo un po’ ad ammirare il Bellagio, a fare qualche foto e a goderci la calma della Strip: ci aspettavamo più casino ma in effetti dopo un po’ diventa quasi deserta. Rientriamo in hotel, un’altra birra e via a letto… il sole sta per sorgere ormai e siamo provati dalla giornata.


Mg. parziali: 337,1  Mg. totali: 3591,3


Flamingo Hotel
Go deluxe room
Las vegas
Voto:9/10


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