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New Orleans

Schede
I miei viaggi
Introduzione

Quando si arriva a New Orleans si percepisce che c’è qualcosa di diverso. Soprattutto coloro che hanno già visitato altri parti d’America percepiscono che l’atmosfera, i ritmi, la lingua e gli usi sono diversi da quelli uniformemente diffusi nel resto d’America. Una sorta di globalizzazione ante litteram da cui New Orleans, esempio forse unico nel panorama a stelle e strisce, si discosta orgogliosamente rifiutando qualsiasi forma di annessione culturale e mantenendo inalterate le sue tradizioni di derivazione europea fra cui spicca il famosissimo carnevale. E’ questo il bello di New Orleans, un’aura di signorilità decadente che nemmeno l’uragano Katrina ha potuto distruggere, che nulla potrà mai distruggere perché l’orgoglio dei suoi cittadini è forte e le sue radici culturali antiche affondano profondamente nei secoli.

Informazioni utili

New Orleans si trova all’estremità meridionale della Louisiana, quasi in prossimità dell’estuario del Mississippi che attraversa la città per poi gettarsi nel Golfo del Messico dopo avere letteralmente diviso in 2 l’intera nazione.
Sono tanti i modi per raggiungere la città, come si conviene a una città che fa del turismo uno dei principali introiti. L’aeroporto internazionale Louis Armstrong è ubicato praticamente in città, tanto è vero che il celebre French Quarter si raggiunge con soli 20 minuti di automobile. Non ci sono voli diretti dall’Europa, ma sono disponibili collegamenti diretti con le principali città americane. Amtrak offre invece ben 3 alternative di grande fascino per raggiungere la città: il City of New Orleans collega Chicago con la città, il Crescent viaggia invece sulla linea New York - Atlanta - New Orleans, infine il Sunset Limited parte da Los Angeles e attraversa tutti gli stati del Sud vicino al confine con il Messico, prima di farvi arrivare a destinazione. Si possono ovviamente utilizzare gli autobus, Greyhounds fra tutti, per un viaggio meno comodo ma che aiuta a scoprire tante aspetti della realtà americana altrimenti impossibili da capire. Infine gli amanti del on the road potranno utilizzare la I-10 fra Houston Texas e Jacksonville Florida, oppure la I-59 e la I-65 da nord oltre, ovviamente, tutte le strade “secondarie” più lente ma sicuramente dotate di un fascino assai più marcato.
La popolazione è diminuita abbastanza massicciamente a seguito dell’uragano Katrina: si parla oggi di circa 330.000 abitanti, un numero che rappresenta una decisa contrazione rispetto al passato.  Un evento di quella portata, purtroppo, non is assorbe in brevissimo tempo e nonostante la proverbiale tenacia americana i problemi sono ancora tanti.
Storia
La storia di New Orleans è uno degli elementi essenziali per capirne la realtà odierna. La città è una delle più antiche sul continente americano in quanto fu fondata nel 1718 dai francesi, che la chiamarono New Orleans in onore del reggente pro tempore. Passò poi in mano spagnola nel 1763 e tale rimase fino al 1802, quando ritorno ad essere francese per un brevissimo periodo prima di essere definitivamente venduta da Napoleone alla giovane Repubblica Americana, assieme a tutta la Louisiana. A ben vedere, quindi, i periodi di dominazione francese e spagnola si equivalgono dal punto di vista temporale, ma l’influenza francese è assai più marcata per via della massiccia immigrazione di popolazione francofona (creoli) provenienti dalla vicina Haiti, a lungo contesa fra i locali e le truppe napoleoniche. New Orleans ebbe poi un triste primato in termini di schiavi in arrivo nel suo porto e la massiccia presenza di schiavi africani contribuì a permearne il carattere in maniera decisiva.
La Guerra di secessione vide ulteriori sconvolgimenti fra cui l’imposizione della lingua inglese da parte degli occupanti e il progressivo abbandono di quella francese, un processo lungo comunque decenni. Nonostante questo la cultura francofona non è stata mai abbandonata, e gli abitanti del luogo parlano una cantilena melodiosa che risulta di difficile comprensione per gli stessi americani. Per cui se siete in difficoltà….sappiate che siete in buona compagnia e non vergognatevi assolutamente!
Clima
Meglio evitare di visitare New Orleans nei mesi estivi: le giornate sono calde e veramente umide,  oltre che piovose, ed è anche il periodo in cui la città deve guardarsi dalla minaccia degli uragani. tropicali (particolarmente pericolosi perché le vie di fuga dalla città sono davvero poche). Molto meglio approfittare dei mesi primaverili e autunnali, considerando che mediamente la temperatura diurna non scende mai sotto i 10 gradi. Oltretutto il Carnevale viene celebrato nello stesso periodo in vigore in europa per cui….la scelta è quasi d’obbligo se si vuole approfittare di questo spettacolo unico.


Cosa vedere

New Orleans è un vero museo a cielo aperto, un angolo ben conservato di Francia settecentesca nel continente americano: solo Montreal può vantare un simile stretto legame con gli antichi fondatori. E’ anche una città che offre veramente tante attrattive, che sicuramente non possono essere trattate tutte in un solo articolo sul web.
Il luogo simbolo della città è sicuramente il French Quarter. Si indica con questo nome il quadrilatero delimitato dal Mississippi, da Canal Street, da N Rampart Street e da Esplanade Avenue. L’epicentro della vita notturna è Bourbon Street con i suoi eccessi secondi (forse) solo a quelli della Strip di Las Vegas, ma è propio abbandonando le vie principali che si scopre la vera anima del French Quarter con i suoi antiquari che espongono lavori di Picasso, le pasticcerie, i negozi artigianali di praline di cioccolata, le case colorate di tinte vivaci, i balconi in ferro battuto ornati di fiori profumati (vero e proprio biglietto da visita inconfondibile della città), la gente rilassata. Basta passeggiare per scoprire angoli incantevoli, viste romantiche, silenzi che ispirano e, assai più prosaicamente, per rendersi conto che non tutte le strade d’America sono a 4 corsie! E soprattutto basta poco per immergersi in un'atmosfera ovattata, che attrae il visitatore con la sua forza magnetica. Difficile se non impossibile resistere al suo fascino tentatore. E perché non scoprirne i 1000 reconditi segreti a bordo di una elegante carrozza, per sentirsi per un giorno un sovrano d'altri tempi??
E si scoprono i ristoranti, i tanti ristoranti che offrono la cucina tipica di New Orleans, sintesi di cucina americana, francese, portoghese, spagnola, africana e caraibica, che offre sapori sconosciuti nel resto della nazione. Inutile dissertare di zuppe, pollo e pesce  del sapiente uso del riso, del pepe e del pomodoro: la cucina di new orleans va scoperta e apprezzata nella sua unicità.
    
Degustare il menu eclettico con piatti leggendari tra cui fagioli rossi e riso, gumbo, jambalaya, etoufee, pralines, beignets, king cakes e snow-balls, po-boys, lucky dogs e muffelattas.
Cucina cajun, creola, francese, italiana, africana, caraibica, e ancora grigliate di carne e crostacei serviti in piccoli ristoranti siti in quartieri popolari e in ristoranti piu’ tradizionali – tutti per soddisfare qualsiasi palato
Una vera istituzione del French Quarter è il Cafè du Monde, fondato nel 1862 e attualmente ubicato su Decatur Street. Qua una tappa è d’obbligo anche a costo di dover attendere un po’ (evento piuttosto frequente) per scoprire che esistono posti negli Stati Uniti dove si può fare colazione, senza bacon, uova, pancakes e maple syrup. No, al Cafè du Monde si gusta il Cafè au lait accompagnato dai beignets coperti di zucchero a velo fino all’inverosimile: è tradizione, alla prima visita, di soffiare lo zucchero a velo ed esprimere un desiderio.
Una visita la merita anche il French Market, erede anch’esso della tradizione tutta europea del mercato permanente, posto all’estremità nord est del French Quarter.
Il quartiere, già molto vivo di per sé, si accende letteralmene durante il celebre Carnevale che viene celebrato annualmente fin dai primi anni della fondazione della città, e che culmina con la ricorrenza del Mardi Gras. Mardi Gras ha assunto un significato quasi mistico negli Stati Uniti: è quasi un nome proprio, che non sentirete mai tradotto o storpiato in una nazione che fa dell’acronimo una ragione di vita, e che per gli americani è sinonimo di puro divertimento. Le sfilate sono organizzate dalle Krewes (parola molto simile all’inglese crew, equipaggio) che si sfidano nel preparare il miglior carro allegorico e le migliori maschere per una sfilata tripudio di colori, musica, maschere e onorata persino di una propria bandiera: il tricolore viola, oro e verde a simboleggiare giustizia, potenza e fede. Di fronte a tale magnificenza, non si può che abbandonarsi al divertimento più sfrenato e dimenticare i propri problemi. Al MArdi Gras è dedicato anche un museo, in città.
Ma New Orleans non è solo questo. La città è anche la patria riconosciuta del Jazz, la musica originata dalle diffuse comunità di african americans della città, che vide i suoi esordi proprio a New Orleans agli inizi del secolo scorso. E proprio in questa città nacque, probabilmente nel 1900, colui che divenne il simbolo del jazz: Louis Armstrong, cui non a caso sono dedicati l’aeroporto di New Orleans e il Louis Armstrong Park al margine ovest del French Quarter. Gli amanti del genere saranno sicuramente protagonisti al New Orleans Jazz and Heritage Festival, una grande kermesse musicale della durata di circa 10 giorni che nel 2016 si terrà fra il 22 aprile e il 1 maggio (che negli Stati Uniti non è festivo). La musica permea talmente in profondità la vita quotidiana della città che persino i funerali sono celebrati a ritmo di musica che in ogni altro luogo del mondo sarebbe considerata inopportuna, ma che a New Orleans diventa una cosa assolutamente normale. L’epicentro musicale della città è Frenchmen Street, con la sua vasta offerta di locali dove laq musica è di cassa tutte le sere.
Il New Orleans Jazz and Heritage Festival è solo uno dei tanti eventi che affollano il calendario di New Orleans: la lista è veramente lunga e spazia dalla musica, all’arte, al cinema, alla cucina.
Voodoo è un’altra parola che si incontra assai facilmente passeggiando per New Orleans. Si tratta di un culto ancestrale importato proveniente dalle tradizioni africane, diffuso anche in Sud America e nell’area caraibica, reso famoso per il suo carattere apparentemente maligno spesso assimilato alla magia nera per via del culto del Le Grand Zombi e per l’uso delle bamboline rese tanto celebri dalla filmografia hollywoodiana. Non stupisce la sua diffusione nella Louisiana intera e a New Orleans in particolare, vista la predominanza di abitanti legati provenienti dall’Africa e dai Caraibi. Sono molti i luoghi visibili in città relativi a questo culto, dalle tombe dei presunti ex gran maestri(Marie Laveau in primis) ai locali celebri, così come sono tanti i tuoi organizzati (soprattutto di notte) per far provare un brivido soprannaturale ai turisti la cui immaginazione è più fervida. Il Voodoo è anche uno dei principali motivi ispiratori delle ricche collezioni di souvenir disponibili negli infiniti negozi del genere presenti in città
Come ogni città turistica che si rispetti, New Orleans offre una serie praticamente infinita di musei che spaziano dalla storia, all’arte, alla religione. il national World War 2 Museums, ad esempio, totalizza oltre 2 milioni di visitatori l’anno: l’ennesima dimostrazione del patriottismo di questo popolo che non dimentica mai i suoi caduti per le guerre, e che non perde occasione per porgere loro un doveroso omaggio. Il New Orleans Museum of Art dispone di 46 differenti collezioni artistiche che spaziano dall’antico Egitto all’arte contemporanea. Forse ancora più interessante si può rivelare la visita alle dimore storiche, costruite prevalentemente nell’800, alcune delle quali ubicate in città mentre altre sono locate appena fuori. Le prime consentono di farsi un’idea delle condizioni dei ricchi borghesi cittadini, mentre le seconde rappresentano la testimonianza di un vero e proprio spaccato della storia del sud, uno dei capisaldi di questa società la cui economia era basata principalmente sulle grandi piantagioni di cotono in cui venivano impiegati in massa gli schiavi così facilmente disponibili a New Orleans. Passeggiare fra i viali e le eleganti stanze in legno racconta molti più aneddoti di qualsiasi libro, perché consente di toccare con mano la vita quotidiana di una società che sarebbe poi stata spazzata via dalla Guerra di Secessione e dai suoi sanguinosi e tragici strascichi. Gli amanti di questo genere di architettura non potranno lasciarsi scappare una passeggiata a St. Charles Avenue, pronti a meravigliarsi di fronte a così tanti esempi perfettamente conservati di architettura senza tempo e senza età. Di pari passo a questo vanno ovviamente i tanti parchi della città, fra cui spicca il Besthoff Sculpture Garden con le sue statue senza tempo.
    
Per chi ha più giorni sono disponibili tour nelle paludi con gli airboat per vedere alligatori,serpenti e tartarughe, giri in battello sul Mississipi, o visite delle piantagioni di cotone.
Ci sono tour guidati anche nelle zone più colpite dall’uragano Katrina, che mostrano le parti non ancora ricostruite e aiutano a rendersi conto dell’entità di quanto accaduto, un qualcosa che comunque traspare anche passeggiando per la città e osservando l’elevato numero di homeless che sopravvivono ai margini delle zone più scintillanti. Un tour che è anche un messaggio di speranza.  
Ma New Orleans ne ha viste tante nella sua storia centenaria, e riuscirà a risollevarsi completamente anche questa volta.
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